L' Isola di Arbe (Rab in croato) è l'isola più a nord della Dalmazia.
Capoluogo ne è l'omonima cittadina, Arbe, raggiungibile via nave dalla terraferma dal paese di Jablanac (Stinica) e nei mesi estivi anche da Bescanuova (Baska) sull'Isola di Veglia (Krk).
Oltre alla città omonima, nell'isola è presente anche il comune di Loparo (Lopar), nonché gli insedimenti, tutti dipendenti dal comune di Arbe, di Palit, Bagnol (Banjol), Barbato (Barbat), Mondaneo (Mundanije), Campora (Kampor) e Valle San Piero (Supetarska Draga).
L'Isola di Arbe è la più piccola delle quattro maggiori isole del Quarnero (Isola di Veglia, Isola di Cherso, Isola di Lussino): è lunga 22km ed è attraversata per tutta la sua lunghezza dalla catena del Kameiajk, catena che con i suoi 400 metri di altezza protegge il lato occidentale dell'isola dal forte vento di Bora che, specie nei mesi invernali, soffia spesso con velocità maggiori ai 140 km/h nel canale del Velebit.

Il lato occidentale dell'Isola di Arbe, spazzato dal vento di Bora
Questo vento ha da sempre condizionato la vita sull'isola (qui, come in tutte le altre del Quarnero) : la costa orientale è infatti brulla, inospitale e quasi completamente disabitata. La costa occidentale e meridionale, invece, sono verdeggianti, ricche di colture varie e, vista la limpidezza del mare e la bellezza delle spiagge, turisti...

I quattro inconfondibili campanili di Arbe (Rab), omonimo capoluogo dell'Isola di Arbe
Arbe è soprattutto conosciuta in tutta Europa per la sua vocazione turistica, motivata dalla bellezza delle spiagge e dal fascino del centro storico.
I primi alberghi vi sorsero già nell'800, ma l'inizio dell'attività turistica viene solitamente fatta coincidere con l'inaugurazione, nel 1883, dell'Hotel Imperial, tuttora in funzione.
Tra gli ospiti illustri che l'hanno visitata ricordiamo Francesco Ferdinando d'Asburgo, Sigmund Freud, il Principe Alois del Lichtenstein, Edoardo VIII e Wally Simpson.

Assembramento estivo a Marino (Lopar)
Tra gli Arbesani per diverse ragioni famosi ricordiamo innanzitutto Marcantonio De Dominis (Arbe, 1560 – Roma, 8 settembre 1624), teologo e scienziato, e Marino, scalpellino di Loparo divenuto Santo che, per sfuggire alle persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani, dopo aver attraversato l'Adriatico insieme al compagno San Leo, nel 301 fondò la Repubblica di San Marino.
Nel secondo secolo a.C. Arbe, isola illirica, viene conquistata dai Romani e sotto Ottaviano Augusto riceve lo status di Municipium.
Dal 493 e fino a metà del secolo successivo Arbe viene invasa dai Goti e passa, nel 544, sotto Bisanzio. Insieme ad altre città costiere di Dalmazia nell'anno 1000 si sottomette, a Venezia durante la visita del Doge Pietro II Orseolo.
Dal XII al XV secolo Arbe passa spesso di mano. La dominano i Veneziani, il Re croato ungherese Olona, quello ungherese Bela III, poi Ludovico d'Angiò, Ladislao di Napoli ed infine il Re Croato Ungaro Sigismondo. Nel 1409 ritornano sotto il dominio veneziano che manterrà fino al 1815, anno in cui Napoleone la unirà alla Provincia Illirica del Regno d'Italia.
Chiusa la parentesi napoleonica, nel 1815 Arbe entra a far parte dell'Impero Austro-Ungarico e dopo la caduta di quest'ultimo viene data in amministrazione provvisoria al Regno d’ Italia e poi brevemente annessa alla Reggenza del Carnaro di Gabriele d'Annunzio.
Nel 1921 è annessa al regno dei Serbi, Croati e Sloveni che diviene poi Jugoslavia.
Nel 1941 l'Italia insieme alla Germania nazista invadono la Jugoslavia. È questo uno dei periodi più bui della storia dell'isola.
In località Campora viene allestito un campo di concentramento destinato a raccogliere i civili rastrellati nella zona d'occupazione italiana. In otto mesi dei circa 6.500 civili (nella quasi totalità vecchi, donne e bambini) che vi passano, oltre 1.000 trovano la morte per fame e freddo.
All'armistizio dell'8 settembre 1943 gli Sloveni prigionieri del campo ed in grado di portare le armi insorgono e formano un Battaglione Partigiano che cattura e fucila per crimini di guerra il Colonnello dei Carabinieri Vincenzo Cuiuli, comandante di Presidio e del Campo che aveva nel frattempo tentato il suicidio.
Seguono due anni di dominazione ustascia e nazista ed infine, nel 1945, l'Esercito popolare di Liberazione Jugoslavo occupa l'isola che entra a far parte della Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia. Seguono le rappresaglie comuniste nei confronti dei vecchi nemici e le sofferenze legate al regime di Tito.
A seguito della Guerra di Secessione Jugoslava del 1991/95 Arbe fa oggi parte della Repubbica di Croazia.
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